Edifici dello Stato italiano all’estero

Lo Stato italiano è proprietario di molti immobili demaniali all’estero. Costruiti nel corso degli anni Trenta del secolo scorso, con il rilevante e decisivo contributo dei nostri connazionali emigrati, essi sono diventati le “Case d’Italia” e come tali  sono molto spesso conosciuti tra le nostre collettività all’estero. E a ragione, perché nel tempo essi si sono affermati quale centro della loro vita associativa e culturale, vero fulcro delle loro attività più qualificanti. Il contesto storico è ora molto diverso, ma non per questo è venuta meno l’esigenza di preservare le radici e la memoria degli sforzi che la diaspora italiana ha profuso per preservare la propria identità e il proprio senso di appartenenza.

Le Case d’Italia sparse nel mondo hanno egregiamente svolto questo compito e possono ancora svolgerlo se, raccogliendo le sfide della modernità, sapranno valorizzare questo patrimonio e, soprattutto, riempirlo di contenuti.  Attraverso i miei atti parlamentari mi sono battuto per scongiurare la vendita di alcuni immobili, come era stato previsto dai decreti ministeriali che ne decretavano la dismissione; tocca ora agli Italiani direttamente interessati dimostrare la loro capacità propositiva per il loro ottimale utilizzo.

Ove un utilizzo istituzionale sia ritenuto definitivamente tramontato, invece, la vendita o la permuta paiono le strade obbligate, ma anche in questo caso ritengo opportune che i proventi tornino, almeno in parte, a beneficio delle collettività all’estero: è questo il senso di alcuni atti parlamentari e di alcuni emendamenti alle leggi di bilancio da me presentati.

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Eventi

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  • Alessio Tacconi

    26 anni dopo. Dovremmo parlarne di più, molto di più. Perché informazione, consapevolezza e memoria sono le armi più potenti per sconfiggere la mafia, ogni giorno. #pernondimenticare #23maggio #Falcone #Borsellino #Capaci ilsole24ore.com/art/…

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