Deputati PD estero: buon lavoro al governo Gentiloni

“Il nostro voto di fiducia al Governo Gentiloni è una risposta positiva alla richiesta di un atto di responsabilità rivolta dal Presidente del Consiglio, e prima ancora dal Presidente Mattarella, alle forze politiche e agli eletti in Parlamento. Il nuovo Presidente del consiglio ha dimostrato nella delicata funzione di Ministro degli esteri equilibrio, competenza e capacità adeguate per essere oggi un riferimento credibile ed utile per l’intero arco di forze che si confrontano in questo difficile momento”. Così in una nota congiunta i sei deputati Pd eletti all’estero – Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi – mentre è in corso alla Camera il primo voto di fiducia al Governo Gentiloni.
“La composizione del governo – aggiungono – rispecchia il grande lavoro fatto dal precedente esecutivo e il profondo solco riformatore che esso ha tracciato nella politica italiana. Nel complesso, la squadra che eredita questa positiva esperienza è fatta di persone esperte ed equilibrate, che sanno come utilizzare le leve dello Stato e, nello stesso tempo, come costruire un migliore dialogo con i cittadini italiani, che hanno manifestato con chiarezza il disagio dovuto alla loro difficile condizione sociale”.
“Per affrontare le questioni aperte, come la ricerca di una legge elettorale largamente condivisa, le emergenze del terremoto e dei migranti e le scadenze internazionali, particolarmente impegnative per l’Italia, – secondo i sei parlamentari – non basterà l’impegno del Pd e della maggioranza, ma occorreranno la disponibilità e il senso dello Stato anche degli altri. Ognuno, dunque, è di fronte alle proprie responsabilità. Nella fase che si apre, arrivi o non arrivi alla conclusione della legislatura, si dovranno affrontare anche questioni di stretto riferimento agli italiani all’estero. Nei prossimi mesi, ad esempio, dovranno essere presentati dal governo e valutati nei rispettivi contenuti il decreto applicativo riguardante la lingua e la cultura italiana all’estero della legge sulla “Buona scuola” e quello relativo alla riforma dell’editoria. In più, si dovrà procedere al piano di ripartizione dei fondi meritoriamente stanziati dal Governo Renzi per la promozione della cultura e della lingua italiana nel mondo – la prima tranche di 20 milioni per il 2017 dei 150 milioni previsti per i prossimi 4 anni -, che dovrà prioritariamente rispondere alle esigenze degli enti gestori dei corsi di lingua”.
“Insomma, – concludono – di questo nuovo passaggio della legislatura, gli italiani all’estero non saranno spettatori, ma partecipi e destinatari delle soluzioni che si adotteranno. Il nostro augurio e, soprattutto, il nostro impegno saranno volti a fare in modo che la politica attenta e amica verso gli italiani all’estero, inaugurata da qualche anno, continui a dare risultati positivi e concreti”

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