IMU, TASI e TARI

L’IMU (Imposta Municipale Unica) ha sostituito, dal 2012, l’imposta comunale sugli immobili (ICI), l’IRPEF e le relative imposte regionali e comunali sugli immobili di proprietà sul territorio italiano. Negli ultimi anni, insieme ai miei colleghi eletti all’estero, ho ottenuto l’equiparazione prima casa dell’abitazione posseduta da cittadini italiani residenti all’estero già pensionati nei rispettivi paesi di residenza (cioè in possesso di una pensione straniera o in convenzione).
Di conseguenza, dal 2015 i pensionati all’estero sono esentati dall’IMU, mentre pagano 1/3 della TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili) e della TARI (Tassa sui Rifiuti Urbani). Dal 2016 i pensionati all’estero sono esentati anche dalla TASI, mentre, a differenza dei cittadini residenti, continuano a pagare 1/3 della TARI.

E’ bene ricordare come i comuni italiani non abbiano più nessuna libertà legislativa in merito, ma debbano seguire le disposizioni previste dalla legge nazionale. Il mio obiettivo è l’estensione dell’esenzione da IMU e TARI all’abitazione posseduta in Italia da TUTTI i cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE. A tal fine, ho presentato diversi atti parlamentari e due proposte di legge: la n. 2949, con cui ho chiesto l’ampliamento dell’esenzione a tutti i pensionati italiani residenti all’estero, e la n. 3619, sottoscritta da 50 deputati di diverse forze politiche, in cui chiedo l’esenzione dal pagamento dell’IMU per tutti gli italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE.

STORIA COMPLETA DELL’IMU

Per chi fosse interessato ad una cronistoria più dettagliata riguardo alla nascita e alle successive modifiche della imposta sugli immobili in Italia, ne ripercorro i principali avvenimenti qui sotto.

La disciplina riguardante l’ICI, poi sostituita dall’IMU, è stata introdotta dal Governo Amato nel 1993. La legge già allora individuava l’“abitazione principale” nell’unità immobiliare in cui il possessore e il suo nucleo familiare hanno la residenza anagrafica e l’effettiva abituale dimora. Tuttavia la stessa legge, in deroga a questo principio generale, stabiliva di considerare direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani residenti all’estero a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risultasse locata. In tal modo gli italiani all’estero avevano accesso agli stessi benefici fiscali (aliquote e detrazioni) dei residenti. Nessuno, però era esente.

L’esenzione dell’ICI sulla prima casa fu introdotta nel 2008 dal Governo Berlusconi il cui decreto individuava espressamente gli immobili a cui doveva essere riconosciuta l’esenzione ma tra questi non erano ricomprese le unità immobiliari possedute dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, nonostante che la precedente normativa li equiparasse ad abitazione principale.

Nel 2011 il Governo Berlusconi Istituiva l’IMU che sarebbe dovuta decorrere dal 2014; il Governo Monti ne anticipò l’entrata in vigore al 2012.

Con la legge di stabilità 2014 il Governo Letta introduce la IUC che si compone di tre elementi, l’IMU, la TARI (raccolta e smaltimento rifiuti) e la TASI (tassa per i servizi indivisibili). La legge concedeva ai comuni la possibilità di considerare come prima casa quella dei residenti all’estero a condizione che fosse l’unica e che non fosse locata. Inutile precisare che nessun comune, per le note ristrettezze finanziarie, è mai ricorso a questa discrezionalità in favore degli Italiani all’estero.

Una prima grande prova di attenzione per gli Italiani d’oltre confine si è avuta con il Governo Renzi. Infatti, con l’articolo 9-bis del DL 28 marzo 2014, n. 47 si stabilisce che, a decorrere dal 1° gennaio 2015, i cittadini italiani residenti all’estero che siano pensionati nei paesi di residenza, sempre a condizione che la loro abitazione non sia locata o data in comodato d’uso, siano esentati dal pagamento dell’IMU, mentre la TASI e la TARI sono ridotte per loro di due terzi.

Con la legge di stabilità 2016 (sempre Governo Renzi) per tutte le abitazioni principali (e quindi anche per quella dei pensionati residenti all’estero) è stata introdotta l’esenzione, oltre che per l’IMU, anche per la TASI, e i pensionati residenti all’estero continuano a pagare la TARI con la riduzione di due terzi, a differenza dei residenti in Italia che continuano a pagarla per intero.

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